1. "Io sono quello che non ce la faccio.
    Io sono stanco, anzi stanchissimo. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no.
    Io sono esaurito. Ho finito, nel breve volgere di sette lustri, l’energia vitale che mi è stata concessa. Sono scarico. Sembro vivo, ma sono morto. Oppure no.
    Io sono un martire della letteratura. Ho scritto un romanzo che è piaciuto molto a due editori, uno dei quali molto importante.. Molto colpiti. Originale, mi han detto. Ti chiamiamo entro fine Luglio, mi hanno detto. Oggi è l’otto di Agosto e sono qui in casa che aspetto. Non succede niente. Questo niente mi ammazza. Oppure no.
    Io sono deperito da una lunga dieta e dalla delusione che l’ha seguita. Non entravo più nelle braghe e mi sono messo a dieta. Sono stato a dieta otto mesi. Dimagrivo pochissimo, ma costantemente: un chilo al mese. Un bel giorno, sono entrato nel paio di braghe più stretto che avevo. Sono uscito di casa, la cintura stretta nell’ultimo buco, e vedevo riflessa nelle vetrine l’immagine di un uomo agile e fresco. I pantaloni fasciavano elegantemente una vita sottile. Il ventre piatto del pugilatore. Ero diventato cordiale e piacevole, parlarmi insieme. Se ne accorgevano tutti, quelli che mi incontravano. Ma come stai bene, come sei in forma. Sono stato magro tre giorni. È lì che mi sono abbattuto. Oppure no.
    Io sono sotterrato da una storia sentimentale, finita male. Bassotuba è andata via con un sociologo e io non ho retto al distacco. Che ancora adesso, sui muri di casa, ci sono appesi i biglietti che mi lasciava. Non buttare le cicche nella tazza del water!!! Io guardo quei tre punti esclamativi e torno indietro e spengo la cicca nel portacenere. Come se adesso servisse a qualcosa. Come se un’azione potesse in qualche modo cambiare la mia condizione presente. Invece no."
    — Bassotuba non c’è, Paolo Nori (2009 - Feltrinelli)
     

  2. "

    Gli ultimi anni 80

    Ecco un esempio subliminale di una società risucchiata e fottuta da un ritorno di valorizzazione dell’avidità.
    Subliminale nel senso che non esistono collage punk-rock di Michael J. Fox che scopa Bruce Springsteen abbracciato a un missile. Piuttosto vieni colto dalla sensazione generale di avere pagato troppo per nulla di stimolante. Potresti dirmi che sì, è vero ma che a parte la fotocopia il layout aveva qualcosa di professionale.
    Balle.
    Ti hanno preso in giro,
    quindi
    vai un pò
    a farti ammazzare.

    Nessuno sforzo ti può salvare

    dall’oblio.
    Power Vomit Magazine
    Nessun indirizzo
    Nessun editor
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    Guarda

    "
    — Diari, Kurt Cobain
     
  3.  

  4. "Se non mi vuoi più, posso andare sulla collina a cercarmi una grotta. Posso andare quando vuoi."
    “No, senti. Io scherzavo solamente, Lennie. Perché voglio che tu stia con me. Il brutto coi topi è che li fai sempre morire.” Si fermò. “Senti che cosa farò, Lennie. Alla prima occasione ti do un cagnolino. Così forse non lo ucciderai. E sarebbe più bello che coi topi. Potresti carezzarlo più forte.”
    Lennie schivò l’esca. S’era accorto del proprio vantaggio. “Se non mi vuoi più, hai solamente da dirlo, e io vado sulla collina lassù: vado là sulla collina e starò da solo. E nessuno mi ruberà più i topi.”
    George disse: “Io voglio che tu stia con me, Lennie. Santo Dio, qualcuno ti prenderebbe per un coyote e sparerebbe, se tu fossi solo. No, resta con me. La zia Clara non sarebbe contenta se tu scappassi via, anche se è morta."
    — Uomini e topi, John Steinbeck (1937)
     

  5. "Obo save the republik."
    — Face de lune, Jodorowsky+boucq
     
  6.  

  7. "Il secondo migliore piazzamento lo ottenne nel 2005 con We Laughed, altro singolo benefico, musica questa volta sua e testo scritto da Maxine Edgington, una paziente malata terminale di cancro. Cercatevi su youtube il video della prima esecuzione, di fronte a medici, infermieri e pazienti di un reparto di oncologia, e capirete perché il “Most Wonderful Human Being” non può essere che lui, altro che Morrissey."
    — Tender Comrade - Trent’anni con Billy Bragg
    Blow Up # 178 (di Eddy Cilìa)
     

  8. "Ed era così naturale attraversare la strada, salire i gradini del ponte, penetrare nella sua sottile vita ed avvicinarmi alla Maga, che sorrideva senza sorpresa, convinta quanto me che incontrarsi per caso non era una caso nelle nostre vite, e che la gente che si dà appuntamenti precisi è la medesima che ha bisogno del foglio a righe per scriversi o che preme dal basso il tubetto del dentifricio."
    — Rayuela, il gioco del mondo - Julio Cortázar
     

  9. "Il sole s’alza all’Est,
    Vestito d’abiti di sangue e d’oro;
    E spade e lance e collera crescente
    Tutto all’ingiro avvolgono il tuo seno,
    Da bellicosi fuochi incoronato e da voglie furenti."
    — Il giorno, William Blake
     
  10. Buona salute
    a tutti
    e che Iddio
    ve ne dia sempre
    a pacchi.
    Vi bacio dappertutto.

    (Adesso scusami lettore,
    ma - senza rancore - ho molto da fare)

     

  11. "Se uno s’impegna
    può star male ovunque
    e anche il giorno
    del suo compleanno."
    — Ricorrenze, Roberto Freak Antoni
     

  12. "

    Theory Delusion

    [theer’ -ee duh-loo’- zjun]

    sost. Illusione Teorica; diffusa credenza del tardo XX secolo, ora screditata, secondo la quale lo stato di piacere e quello del dolore sono inseparabili.

    "
    — Futuro dizionario d’America, Lucia Perillo (traduzione di Matteo Falomi)
     

  13. "Leggo sopratutto narrativa, sistematicamente, per lavoro; disordinatamente, per piacere. Sono molto curiosa e mi piace spaziare nelle mie letture. Per lavoro mi occupo di autori postcoloniali, sopratutto gli indiani e gli australiani, però seguo da sempre Salman Rushdie, su cui credo di essere stata la prima docente a tenere corsi monografici in Italia, nel lontano ‘87. Poi, tra gli americani ho un debole per Jonathan Lethem e ho letto tutto di Anne Tyler, anche se il miglior romanzo americano degli ultimi tempi è, secondo me, La trama del matrimonio di Jeffrey Eugenides e di recente sono rimasta letteralmente folgorata da 11/22/63 di Stephen King. Gli inglese che amo sono tutti più o meno nel mio libro(•); non mi perdo un romanzo del canadese Michael Ondaatje, che è anche uno dei miei poeti preferiti. Ho letto quasi tutto di Patrick Modiano. Ma il mio preferito resta Julio Cortázar, per me assolutamente inarrivabile. E al momento, tra i viventi, quello che leggo con più piacere è Enrique Vila-Matas: l’ho scoperto per caso e poi ho dovuto leggere tutto quel che ho trovato di lui, come un’ossessione."
    — 

    Silvia Albertazzi, Blow up #175

    (•)Belli e perdenti, Antieroi e post-eroi nella narrativa contemporanea di lingua inglese - Armando editore

     
  14.  

  15. "Giro la città.
    Riconosco, con rimpianto (io, reazionario), i luoghi dove si intanavano, nei mezzanini, in fondo ai cortili, i partitanti extra-partito, i protestatari dell’ultra-protesta. Nel quartiere ghetto che confinava i sospettosi lavoratori del sud, sui quais,in centro. Gli anarchici, ironicamente, in Piazza della Parata.
    La più radicale di queste fazioni ribelli abitava uno scantinato di fianco alla stazione, e esigeva la rinuncia alla prole. C’è ancora, e strascica sul marciapiedi, un festone che ingiunge con candore audace «Se siete uomini, sterilizzatevi». In genere gli emblemi, i manifesti, erano eversivi e modesti, minacciavano genesi ingenue.
    Può darsi che il mio Karpinsky li frequentasse, può darsi benissimo. Gli si addicevano. La sua persona era virtualmente, sommessamente, un’accusa. Ma adesso? Non spero che si affacci a uno di questi balconi del vicolo che sto esplorando dietro l’Hotel Baur. Ne pende un drappo stinto e profetico. «Capitalisti, e finita!»."
    — Dissipatio H.G., Guido Morselli